Modellismo navale come realizzare il fasciame esterno

Il fasciame di una nave è costituito da un complesso di tavole di legname che ricoprono l’intero scheletro, dando così forma a tutta la parte esterna dello “scafo”.
La realizzazione del fasciame è una delle difficoltà primarie che il modellista inesperto si trova a dover risolvere durante la sua attività concernente il “modellismo navale”.
Dunque cercherò di illustrarti nei minimi dettagli tutti i consigli e le indicazioni più chiare ed appropriate per concretizzare nel migliore dei modi questo lavoro.
Diverse confezioni per il montaggio vanno ad indicare una maniera di lavorazione che si fonda sul “doppio fasciame”.
L’aspetto positivo di ciò è quello che in questo modo permette di avere una “superficie” decisamente omogenea.
Su di essa potrai poi accostare la seconda patina maggiormente valida, oltre che pure più malleabile nonché leggera.
A discapito però con questa lavorazione potresti rischiare di fare molta più fatica di quella prevista, poiché ti ritroveresti ad effettuare doppiamente questo lavoro.
Il procedimento più accessibile per sostenere l’attaccatura del fasciame è, secondo il mio parere, rifare la stessa procedura che viene utilizzata per le navi reali.
Difatti in queste ultime le tavole presentano ognuna una conformazione soggettiva, quindi, son tutte diverse una con l’altra.
Ciò perché devono perfettamente adeguarsi alle varie curve dello “scafo” nelle zone strategiche, andando ad aderire perfettamente e senza alcuna lesione.
Per poter effettuare tutto questo dovrai munirti di tantissima pazienza.
Così facendo avrai modo di poter in seguito ammirare l’esito soddisfacente della tua operosità nella sua completezza.

In che modo si comincia

Prima di tutto devi fare un controllo estremamente accurato dell’intera struttura per verificare se è proporzionata.
Se le “ordinate” scafali corrispondono alla verità, allora sicuramente il tuo operato risulterà essere alquanto facilitato.
Altrimenti avrai modo di includere delle componenti definite “riempitori” che saranno molto utili per rendere notevolmente resistente lo “scafo”.
Così potrai scongiurare eventuali alterazioni.
Col supporto della carta “vetrata” andrai a plasmare il punto di angolatura situato sul margine delle “ordinate”.
Con questo tuo intervento molto importante, riuscirai a far combaciare benissimo le asticciole alla parte esterna.
Nelle vicinanze sia della “prua” che della “poppa” dovrai essere molto concentrato in quanto questo punto è molto marcato.
In questo settore dovrai ottenere la “battura”, ossia quell’incavatura a forma di triangolo dove si possono introdurre le parti estreme dei diversi “corsi”.

Con quale regolamento si esegue il fasciame

Innanzitutto bisogna inserire i “corsi delle cinte” all’altezza dei “ponti di batteria”.
La loro profondità è superiore in quanto hanno dei ripiani più voluminosi rispetto agli altri.
Dopodiché continua andando dalla parte bassa verso quella alta e per lavorare con più semplicità, prova a sezionare lo “scafo” in maniera “orizzontale” in sezioni che hanno la stessa “altezza”.
Disponendo con questa divisione, certamente svolgerai il lavoro con totale precisione evitando quindi di fare errori.
Di solito si mettono corsi alternati tra di loro tra quelli da un lato e quelli dall’altro.
Con questa metodologia potrai eseguirli perfettamente allineati tra di loro.

La piegatura dei corsi di fasciame

Un dilemma che si riscontra di frequente è la “curvatura dei corsi di fasciame”.
Infatti non hai la possibilità di usare un solo bastoncino per farne uno “intero”.
Ognuno dovrà avere il suo giusto inarcamento per consentirgli di allinearsi precisamente alla forma dello “scafo”.
Più lunga risulterà essere l’asticciola, più alto sarà lo “stress” che dovrà subire l’intera conformazione.
Ecco dunque la possibilità che il bastoncino potrebbe comportarsi come una “molla”, rovinando così tutto l’impegno per inserirlo nel modo più corretto.
Se vuoi astenerti da questo tipo di rischi potrai farlo utilizzando varie asticelle lungo lo stesso tratto, curvandole verso due lati e tagliando poi in maniera tale da permettere loro di attenersi alle forme dello “scafo” e dei “corsi” confinanti.

Il formato dei listelli

Un altro aspetto piuttosto difficile è quello di riuscire a dare la conformazione più idonea ad ogni bastoncino.
Per concretizzare un buon lavoro in questo senso, dovrai necessariamente prendere le misure dello “scafo” all’altezza delle “ordinate”, tramite l’uso di uno “spago” oppure di un “nastro”.
Con questo metodo avrai la possibilità di capire di quanto tu debba diminuire la “larghezza” delle asticelle.
Andrai poi a dividere le misurazioni prese per il “numero dei bastoncini”. Dopodiché avrai la riduzione esatta di ogni “listello” e che dovrai effettuare.

Come piegare i listelli

La durezza dei “listelli” sicuramente cambierà in base alla tipologia di legno usata per realizzarli.
Con quelli più resistenti sarà inutile forzarli, non riuscirebbero a risultare utili per il lavoro da svolgere ed in più potrebbero addirittura rompersi.
I bastoncini più adatti sono indubbiamente quelli fatti col legno di “pero, melo e ciliegio” perché è massiccio, regolare e non presenta segni e striature.
Un ulteriore caratteristica rilevante che dovrai tenere sempre presente è quella di andare a tagliare le asticelle sempre verso il senso della “venatura” per non incorrere in fessure o incrinature.
Per piegarle bene ti consiglio prima di “bagnarle” e poi di “riscaldarle”.
Non eccedere in queste operazioni ed inizia ad “incollarle” solo dopo che saranno totalmente asciutte.

Come fissare i listelli

Adesso non ti resta che far combaciare scrupolosamente il “fasciame” allo “scafo”. Potrai farlo senza problemi grazie all’uso di un’efficace “colla vinilica”.
Ricorda che questo è un lavoro da eseguire con tanta distensione e serenità, per poter poi finalmente contemplare a lavoro ultimato e con enorme compiacimento ciò che avrai realizzato con le tue stesse mani e con la tua lodevole costanza.

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