I nodi marinari

Se il mare e la vela sono la tua passione saprai sicuramente quanto sia importante saper eseguire correttamente i nodi marinareschi. Ovviamente non è necessario conoscere alla perfezione tutte le tipologie ma saperli realizzare in maniera veloce potrebbe tornarti utile in molte attività svolte quotidianamente a bordo delle diverse imbarcazioni o a terra e in casi di emergenza anche fuori dal contesto velico.
Per eseguire correttamente un nodo è importante intrecciare adeguatamente le corde, conoscere i cavi e saperli maneggiare nel modo giusto. Con un pò di pazienza e tanto esercizio anche tu riuscirai a creare dei nodi a regola d’arte.
Prima di iniziare, però, è necessario saperli riconoscere e avere cognizione delle loro funzioni principali.

Nodi di Arresto

Questi nodi sono utilizzati soprattutto durante le manovre correnti o a scopo decorativo. Vengono eseguiti alle estremità dei cavi per impedire che questi si sfilino da fori o bozzelli ma possono anche fungere da nodi di appesantimento. I nodi di arresto più diffusi sono:

• NODO SEMPLICE.
Si tratta del nodo di base da cui partire per l’esecuzione di quelli più complessi.

• NODO INGLESE.
Chiamato anche carrick bend o nodo del pescatore, viene utilizzato per unire due cavi dal diametro ridotto e perderebbe di efficacia se eseguito su cavi o corde più grosse. Per la sua esecuzione, posiziona i cavi parallelamente ad una distanza di circa venti centimetri avendo cura di opporre le due estremità. Successivamente, esegui un nodo semplice con un corrente in modo da avvolgere anche l’altro cavo e ripeti l’operazione a corde invertite. In questo modo si formeranno due nodi semplici che poi sarà possibile far scorrere fino a farli toccare.

• NODO SAVOIA.
Detto anche nodo d’amore o nodo a otto, si tratta sicuramente del nodo d’arresto più famoso. La sua esecuzione è piuttosto semplice e può essere realizzato anche da chi è alle prime armi. Partendo da un cavo di qualsiasi dimensione, è necessario eseguire un occhiello passando il corrente sopra il dormiente e ripetere l’operazione anche al di sotto. Infine, fai passare il corrente nel primo occhiello che hai realizzato e tira affinché si crei il nodo.

• NODO DEL CAPPUCCINO.
Noto anche nodo del frate, viene utilizzato per arrestare cime dal diametro ridotto o per appesantimento. Anche in questo caso la sua esecuzione non è complessa e sicuramente non riscontrerai particolari problemi nel realizzarlo. Partendo da un nodo semplice, avvolgi il corrente attorno al dormiente per quattro volte e tira con forza gli estremi fino a formare degli anelli attorno a quest’ultimo.

• NODO PIANO.
Viene utilizzato per unire due cime dello stesso diametro. Per eseguirlo devi prendere due cavi e creare due nodi semplici in senso inverso l’uno all’altro.


NODI DI AVVOLGIMENTO

I nodi di avvolgimento vengono eseguiti per bloccare qualcosa ad un oggetto o per legare un cavo intorno ad esso, come ad esempio per assicurare la cima alla bitta. Questi nodi si dividono in due gruppi principali, a seconda che corrente e dormiente del cavo vengano fatti passare sotto le volte oppure annodati con dei mezzi colli. Tra i nodi di avvolgimento più famosi ci sono:

• NODO PARLATO SEMPLICE.
Generalmente viene utilizzato per assicurare la cima a una palo o a una bitta. Anche in questo caso si tratta di un nodo molto semplice e riuscirai ad eseguirlo senza alcuna difficoltà particolare. Prendi il cavo e con i correnti forma due anelli che in un secondo momento andrai a sovrapporre uno all’altro. Inserisci gli anelli così formati intorno all’oggetto, tira bene e stringi.

• NODO PARLATO DOPPIO.
Per eseguire il nodo parlato doppio si parte dell’esecuzione del nodo parlato semplice. In questo caso si aggiunge un ulteriore giro con il corrente intorno al palo o all’oggetto a cui si vuole assicurare la cima, lo si infila nella volta e tirando bene si otterrà un nodo eseguito alla perfezione.

• NODO ANCOROTTO.
Viene principalmente utilizzato per legare la cima dell’ancora. Tra tutti i nodi di avvolgimento è quello che garantisce maggiore sicurezza e per la sua esecuzione devi utilizzare cavi di piccolo o medio diametro. Per eseguirlo ti basta compiere tre giri con il corrente intorno alla cicala dell’ancora, passare il corrente dietro il dormiente e per ultimo infilare il capo del corrente all’interno dei giri che hai precedentemente realizzato.

• NODO DI BITTA.
Il nodo di bitta o nodo alla galloccia è utilizzato per fissare la cima di un ormeggio dalla banchina alla galloccia. Si tratta di un nodo che ricorda molto quello parlato e non è di difficile esecuzione. Per iniziare, passa il corrente della cima attorno alla galloccia, esegui un otto e infine chiudi con un’ulteriore spira.

• NODO A BOCCA DI LUPO.
Puoi utilizzare questa tipologia di nodo sia per assicurare gli stroppi e le cimette alla battagliola oppure per legare un anello di cavo ad un palo o ad un qualsiasi altro oggetto. Per eseguirlo non devi fare altro che prendere la cima, piegarla a metà e farla passare all’interno dell’oggetto o del palo. Successivamente, avvolgila intorno a quest’ultimo e avrai ottenuto il tuo nodo a bocca di lupo.

NODI DI GIUNZIONE

I nodi di giunzione sono i più utilizzati fuori dall’ambito marinaresco. Essi permettono di unire le estremità di uno o più cavi garantendo la possibilità di poterli utilizzare numerose volte. Per la corretta ed efficace realizzazione di questi nodi è necessario che i cavi utilizzati abbiano lo stesso diametro altrimenti potrebbe risultare compromessa la sicurezza finale. I nodi di giunzione più importanti sono:

• NODO BANDIERA.
Utilizzato anche per realizzare le reti. Per procedere alla sua esecuzione devi per prima cosa preparare un cappio su uno dei due cavi e con il corrente dell’altra cima entri da sotto ed esegui un mezzo collo rovesciato attorno al cappio. In questo caso le cime utilizzate per l’esecuzione del nodo possono avere anche un diametro differente l’una dall’altra.

• NODO DI CARRICK.
Il nodo di Carrick o vaccaio si realizza con corde di diametro abbastanza grande in quanto generalmente viene sottoposto a sforzi considerevoli. Per eseguirlo devi creare un anello con il capo di entrambe le cime e poggiarle una sull’altra facendo in modo che il capo della seconda cima passi all’interno del primo anello. Successivamente non devi fare altro che tirare e assicurare le estremità di entrambe le cime con una legatura a fascia. Quando il nodo di Carrick viene eseguito senza tirare troppo le cime assume un aspetto allentato che rende il nodo adattissimo a scopi ornamentali.

• NODO DI ROSETTA.
Si tratta di un particolare tipo di nodo piano che spesso viene anche chiamato nodo piano ganciato doppio. Si realizza esattamente come il nodo eseguito sui lacci delle scarpe e per disfarlo basta tirare i capi rimasti liberi.

• NODO DEL CHIRURGO.
Anche il nodo del chirurgo rappresenta una variante del nodo piano e puoi utilizzarlo per unire due cavi di spessore identico o per chiudere funi particolarmente sfrangiate. Si tratta del classico nodo realizzato con i lacci emostatici.

• NODO DELLA RETE.
Come facilmente intuibile dal nome, questo nodo viene principalmente utilizzato per realizzare le reti. La sua esecuzione è simile a quella del nodo bandiera e proprio per questo può essere creato anche con corde di diverso diametro.

NODI DI ACCORCIAMENTO

Questa tipologia di nodi viene utilizzata per accorciare le corde troppo lunghe evitando in questo modo di doverle tagliare. I nodi di accorciamento risultano molto utili anche nel caso in cui i cavi da utilizzare riportino una parte sfrangiata o danneggiata. I più famosi sono:

• NODO MARGHERITA.
Si tratta di un nodo utilizzato molto raramente. Per eseguirlo devi realizzare due cappi con le estremità della corda e far passare l’occhiello inferiore dentro quello superiore mentre con il dormiente esegui un nuovo cappio che farai successivamente passare all’interno dell’occhiello realizzato nella parte inferiore. Si tratta di un nodo poco resistente e che può essere sciolto facilmente.

• NODO SEMPLICE A DOPPINO CON GASSA.
Fa parte della categoria dei nodi scorsoi. Si tratta di un nodo semplice alla cui realizzazione viene aggiunta una gassa o asola.
Questa tipologia di nodi viene utilizzata per accorciare le corde troppo lunghe evitando in questo modo di doverle tagliare. I nodi di accorciamento risultano molto utili anche nel caso in cui i cavi da utilizzare riportino una parte sfrangiata o danneggiata. I più famosi sono:

• NODO MARGHERITA.
Si tratta di un nodo utilizzato molto raramente. Per eseguirlo devi realizzare due cappi con le estremità della corda e far passare l’occhiello inferiore dentro quello superiore mentre con il dormiente esegui un nuovo cappio che farai successivamente passare all’interno dell’occhiello realizzato nella parte inferiore. Si tratta di un nodo poco resistente e che può essere sciolto facilmente.

• NODO SEMPLICE A DOPPINO CON GASSA.
Fa parte della categoria dei nodi scorsoi. Si tratta di un nodo semplice alla cui realizzazione viene aggiunta una gassa o asola.

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