Mantua Model modellismo navale scatole di montaggio di navi e velieri

Mantua Model modellismo navale scatole di montaggio di navi e velieri famoso marchio presente in tutto il mondo. MantuaModel è una azienda che esiste da
oltre 50 anni, famose le scatole di montaggio dell’Amerigo Vespucci disponibile
in due scale 1:84 e 1:100, la Sovrana dei mari e la Soleil Royal solo per citarne alcune. Ogni modellino di mantua models in scatola di montaggio è curato
in ogni minimo particolare mentre il legname è di qualità, il taglio è eseguito
al laser, le minuterie e le fotoincisioni sono di qualità inoltre non dimenticare
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e Panart modellismo.
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Mantua Model modellismo navale

Il modellismo navale Mantua Model è sicuramente il riferimento per molti negozi presenti in Italia ed in Europa, sono diversi i distributori presenti sul territorio Europeo per garantire la massima efficienza nella distribuzioni dei prodotti mantua modellismo navale.  La sezione Mantua Model catalogo offre una varietà incredibile di prodotti ad un prezzo incredibile, vastissima e di grande qualità tutti gli accessori forniti del produttore, Mantua model offre solo prodotti di qualità. Ogni scatola in kit di montaggio è curata nei minimi dettagli, ottimo legname tagliato al laser, accessori e minuteria di prima qualità. Sono presenti a catalogo online diversi modelli in base al livello del modellista dal principiante al modellista più esigente inoltre tutte le istruzioni di montaggio sono in multilingua e con diverse illustrazioni per semplificare tutte le fasi di montaggio. All'interno di ogni scatola di montaggio in legno è presente anche un libretto con l'elenco del materiale e degli accessori abbinabili alla costruzione del modellino.

Mantua Model alcuni dei più famosi modelli

La pinta di Cristoforo Colombo

La Pinta, che in spagnolo significa dipinta, è stata una delle tre navi, o meglio caravelle, realizzate e utilizzate da Cristoforo Colombo nel suo viaggio verso le Indie, che in realtà lo portarono in America (1492). Tuttavia, il nome di questa imbarcazione è ancora sconosciuto, poiché Pinta è stato solo un soprannome attribuitole in seguito, come si evince dalle numerose documentazioni. Dalla Pinta venne avvistata per la prima volta la terra americana da Rodrigo de Triana, che faceva parte dell’equipaggio di Colombo, e per questo è considerata la caravella più importante tra le tre.

La nina di Cristoforo Colombo

La Nina era una delle tre caravelle che nel 1492 salpò dal Portogallo verso il continente americano. Si trattava di un’imbarcazione caratterizzata da uno scafo rotondeggiante dove gli spigoli erano stati sostituiti da linee arrotondate e sinuose, finalizzate a limitare al massimo le forze d’attrito con i marosi. Prima di salpare infatti, Cristoforo Colombo si era documentato approfonditamente sulle condizioni atmosferiche dell’oceano che stava per attraversare. Rispetto al Mar Mediterraneo, che era il bacino conosciuto dal navigatore genovese, l’oceano rappresentava una grandissima incognita, sia per la sua estensione che per la presenza di numerose correnti particolarmente impetuose. Erano proprio le correnti e i gorghi a creare maggiore preoccupazione nell’equipaggio di Cristoforo Colombo che, proprio per questo motivo, aveva sponsorizzato l’ipotesi di un’imbarcazione affusolata come la Nina. L’attrezzatura velica era costituita da vele latine, montate tipicamente su due o anche tre alberi, dei quali soltanto quello di maestra si innalzava al centro della nave, sorreggendo il vessillo tipico dell’imbarcazione. In alcuni casi nelle caravelle maggiori era previsto anche un quarto albero, quello di trinchetto, che innalzato a prua svolgeva il compito di sostenere una vela quadrata. L’intero scafo della Nina era stato progettato secondo la tecnica mediterranea denominata “a giustapposto”, in cui le tavole costituenti il fasciame erano allineate secondo il loro spessore. Si trattava di una tecnica assolutamente innovativa che consentiva una perfetta aderenza tra gli elementi, ancora una volta finalizzata a minimizzare l’attrito con le onde.

La santa maria di Cristoforo Colombo

La Santa Maria nota anche come La Gallega, è stata l'Ammiraglia della flotta di Cristoforo Colombo insieme ad altre due navi, la Niña e la Pinta, utilizzate nel 1942 durante il primo viaggio avente come direzione l'Oceano Atlantico. Il proprietario dell'imbarcazione Santa Maria era Juan de la Cosa un uomo di etnia basca, il quale operava nel mare al sud della Spagna. La Santa Maria fu l'Ammiraglia di Cristoforo Colombo finché il giorno di Natale, il 25 dicembre 1942, la nave si incagliò sulle rive di Haiti dovuto all'inesperienza del timoniere. In seguito all'incidente, la nave fu smantellata in parte per ottenere legname a sufficienza per La Fortezza di Natale, e poi lentamente affondò. Rispetto alle ulteriori due navi (la Niña e la Pinta) con cui Cristoforo Colombo affrontò la prima spedizione nell'Oceano Atlantico, il nome della nave principale dell'Ammiraglia in realtà non è certo. In quanto nel diario di bordo la Santa Maria non viene indicata con questo nome, ma come La Capitana oppure La Nao. L'Ammiraglia viene chiamata La Gallega che significa La Galiziana, si pensa perché venne costruita appunto in Galizia, nonché veliero galiziano. Soltanto Antonio de Herrera y Tordesillas utilizzava il nome di Santa Maria forse perché glielo diede Cristoforo Colombo, ma sono solo supposizioni. Probabilmente il nome Santa Maria era il nome dell'Ammiraglia della seconda spedizione verso l'Atlantico, in cui parteciparono sempre le altre due caravelle la Nina e la Pinta, anche quella nave era di proprietà di Juan de la Cosa. Bisogna precisare che la Santa Maria rispetto alla Nina ed alla Pinta che erano caravelle, era molto più grande in quanto apparteneva alla tipologia di imbarcazioni delle nau che in portoghese questo termine sta ad indicare le navi grandi adatte alla navigazione sviluppate nel XV secolo.

La storia dell'Amerigo Vespucci

La Nave Scuola della Marina Militare deve il suo nome ad uno tra i più importanti navigatori ed esploratori italiani, nonché colui che scoprì il nuovo Mondo e ha dato il suo nome all’America: Amerigo Vespucci. E proprio a lui deve il suo primo motto “Per la Patria e per il Re”, poi sostituito con “Non chi comincia ma quel che persevera” a partire dal 1978. La frase, attribuita a Leonardo da Vinci calza a pennello per la nostra Amerigo Vespucci, essendo, il motto, un chiaro rinvio all’attività che il veliero svolge annualmente di addestramento dei futuri ufficiali: non è tanto l’iniziare quel percorso, quanto piuttosto arrivare e portarlo fino in fondo. L’Amerigo Vespucci è una nave a vela, ma con motore. Ha tre alberi, tutti forniti di pennoni e vele quadre. Lo scafo è a tre ponti principali, quello di coperta, quello di batteria e quello di corridoio, che sono continui da poppa a prora. E poi ci sono altri ponti che sono parziali. La Nave Scuola Amerigo Vespucci è un veliero costruito appositamente per permettere l’addestramento degli allievi ufficiale dell’Accademia navale ed è l’unità più anziana attualmente ancora in servizio presso le forze della Marina Militare. La costruzione è iniziata nel 1930 presso il Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia ed è stata messa in mare nel febbraio del 1931. Andò subito ad aggiungersi alla sua gemella ‘Cristoforo Colombo’, dando così vita alla ‘Divisione Navi Scuola’ della Marina e iniziando il suo lunghissimo ruolo di Nave Scuola che la porterà fino ad oggi, ruolo che ancora adesso svolge con onore.

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