Applicazione del secondo fasciame

fasciame applicazione

Uno dei maggiori problemi incontrati dai neofiti del modellismo navale è l’applicazione  del  fasciame. Nonostante quest’argomento sia stato trattato in molte pubblicazioni, a mio parere alcune guide e manuali di modellismo non spiegano in modo sufficientemente chiaro la tecnica corretta, omettendo o addirittura illustrando in maniera errata alcuni passaggi importanti di questa operazione.

Il sistema del doppio fasciame, proposto in alcune scatole di montaggio, è in parte un tentativo di aggirare il problema; il primo strato di listelli di spessore maggiore serve solo a creare una  superficie più o meno uniforme sulla quale applicare il secondo strato; questo è costituito da listelli di spessore ridotto, che possono essere curvati più facilmente e hanno la funzione di simulare il fasciame reale. Il punto vero, a mio giudizio, è però: perché eseguire due volte il lavoro?

Infatti, il modo più semplice (sottolineo semplice e non facile) per applicare il fasciame è utilizzare    la tecnica impiegate per le navi vere, dove ciascuna tavola ha la propria forma, in modo che possa essere collocata al proprio posto, seguendo la curvatura dello scafo e aderendo ai corsi superiori e inferiori senza lasciare ampie fessure. Il procedimento è forse un po’ laborioso, ma il risultato sarà esteticamente migliore e non sarà necessario, alla fine dell’operazione, rappezzare con stucco e inserti la superficie risultante.
Una precisazione importante è che la mia esperienza è basata principalmente sul modellismo di arsenale, in particolare riguardante le navi da guerra britanniche del XVIII° secolo.

Preparazione dello scafo

Prima di applicare i listelli occorre controllare la simmetria dell’ossatura e verificare  che  la  superficie da ricoprire sia il più regolare possibile. Nel caso lo scafo sia stato realizzato con vere ordinate, esse formeranno una superficie pressoché continua e quindi l’operazione di applicazione dei listelli risulterà semplificata. Nel caso di finte ordinate di  compensato,  come  quelle  della  maggior parte dei kit in commercio, si può intervenire inserendo tra un’ordinata e l’altra dei riempitori, realizzati da blocchetti di legno (qualunque tipo di essenza è adatto a questo scopo,  anche quelle più “tenere”). Un vantaggio conseguente è che lo scafo risulterà molto più rigido e si eviteranno quindi svirgolature dovute a stress causati da listelli che “tirano”.

Con la carta vetrata o con una limetta si deve creare l’opportuno angolo lungo il bordo delle ordinate, in modo che i listelli non poggino su dei “gradini”, ma aderiscano perfettamente alla loro superficie. In prossimità della prua e della poppa quest’angolo è più accentuato, a causa della maggiore curvatura delle linee dello scafo.

Lungo la ruota di prua, la chiglia e il dritto di poppa deve essere inoltre ricavata la battura, cioè una scanalatura a sezione triangolare (il cui angolo varia a seconda della posizione) nella quale vanno a inserirsi le estremità dei vari corsi e, in particolare, il primo corso sopra la chiglia, chiamato anche torello.

Ordine secondo cui applicare il fasciame

I primi corsi da applicare sono quelli delle cinte, cioè quelli in corrispondenza dei ponti di batteria, formati da tavole di spessore maggiore rispetto alle altre e che, in un certo senso, fissano la curva formata da prua a poppa dai corsi inferiori. Questa curvatura, come del resto la linea di insellatura, si è ridotta sensibilmente nel corso dei secoli; (basti confrontare il profilo di un vascello dell’inizio VXII sec. con quello di un vascello dei primi anni del XIX sec.).

In seguito si procede dal basso verso l’alto, cioè partendo dalla  chiglia, nella cui battura va a  inserirsi il primo corso, il torello, che a prua non deve andare oltre il punto di intersezione tra la chiglia e la ruota di prua.
Un accorgimento utile può essere quello di dividere orizzontalmente lo scafo in settori di altezza all’incirca uguale, delimitate da linee che assecondano la curvatura dello scafo; queste  linee aiuteranno a verificare che i vari corsi di fasciame seguano effettivamente le linee dello scafo e

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