La stiva e la cambusa di un vascello

La stiva e la cambusa di un vascello: storia e curiosità

La stiva e la cambusa di un vascello: storia e curiosità

Se sei incuriosito dall’incredibile storia che la tradizione navale ha scritto nelle epoche passate, sei capitato sul sito giusto. Nei prossimi paragrafi ti racconteremo la storia di questa tipologia di navi da guerra e le curiosità riguardo i vari comparti come la stiva e della cambusa di un vascello, parti essenziali quando si partiva per una lunga guerra o un insidioso viaggio d’avventura. Ma iniziamo prima a definire le caratteristiche di un vascello per capire meglio le funzioni specifiche della stiva e della cambusa.

Dal Galeone al Vascello

Quando si parla di modelli di navi antiche bisogna sempre fare una sostanziale differenza tra i vari tipi di nave, ad esempio il vascello era un tipo nave usato in guerra e il sistema di navigazione era a vela. Il progetto del vascello è stato sviluppato dalle caratteristiche del galeone e solo dal secolo XVII divenne la nave principale usata in battaglia dalle marine militari dell’epoca, ci riferiamo al primo decennio del secolo XVII.
Il periodo storico in cui iniziò l’evoluzione dal galeone al vascello non è molto studiato soprattutto perché anche le fonti storiche sono poco precise, in quanto la maggior parte dei vascelli è poi scomparsa in mare, non sempre dunque si è riuscito a sviluppare uno studio preciso e dettagliato sull’argomento, anche se esistono numerosi esempi di reperti navali ritrovati sia sui fondali marini che sulle coste. L’incredibile varietà di queste costruzioni navali ha comunque destato stupore da parte degli appassionati, anche se rimangono numerosi misteri ancora insoluti. Proprio per queste particolari caratteristiche che obnubilano la storia navale, rendendola insidiosa, poco chiara e piena di misteri, l’argomento desta molto interesse da parte degli storici e degli appassionati.
I vascelli primordiali si emanciparono dalla struttura dei galeoni attraverso un processo di nuove sperimentazioni dell’ingegneria navale dell’epoca. I nuovi metodi di costruzione, produssero una serie di costruzioni ibride intermedie fra le due diverse tipologie di imbarcazioni, come si è avuta testimonianza dai dipinti e dalle stampe dell’epoca che ci sono pervenute. Esse rappresentano imbarcazioni classificabili come vascelli, con la differenza dei due alberi di mezzana, ma anche galeoni costruiti con alberetti di parrocchetto di bompresso e i primi esperimenti di vele quadrate di contromezzana.


La poppa si è evoluta all’inizio del 600, si passa dunque da una linearità di forme torreggianti e sottili del galeone, alla più complessa estetica barocca del vascello del XVII secolo. Anche la grandezza strutturale della nave è aumentata in questo periodo e i vascelli a tre ponti di imponenti dimensioni, venivano armati da Inghilterra, Spagna e Francia, le marine più potenti dell’epoca, che solcavano i mari alla scoperta di terre e tesori, armati di cannoni ornati e abbelliti.
In linea di massima, il vascello rimase per secoli la nave da battaglia europea principale, la macchina da guerra prediletta dell’impero ottomano e degli Stati Uniti d’America, fino alla costruzione delle prime navi corazzate funzionanti a vapore. La struttura del vascello divisa in comparti, permetteva di attraccare navi e terre facendo razzia e prendendo quanto di valore si trovava. Sia in guerra che per i pirati, il vascello si dimostrava molto più efficace e oltre a costituire un’incredibile macchina da guerra, era un solido veicolo marino che poteva contenere numerose provviste nella cambusa e disponeva di enormi spazi nella stiva. Sono proprio questi due elementi l’oggetto principale della nostra indagine, per soddisfare la tua curiosità sul tema dei vascelli nella loro incredibile storia navale.

La Stiva e la Cambusa

Quando si parla della stiva e della cambusa in un vascello, si tratta di una parte della nave molto importante per varie ragioni, come saprai se sei già un appassionato di navi. Sono tante le curiosità e gli utilizzi diversi di questa zona della nave. Di solito la stiva occupava una parte importante del vascello: ben tutto il livello inferiore della nave. Ad esempio, nel vascello Coccobello, la stiva veniva divisa in varie sezioni dove si riponevano tutti i ricambi del vascello: corde, vele di scorta, sartiame. La cambusa invece, era la zona destinata alle bevande, al cibo e a tutto ciò che la Ciurma doveva avere a disposizione durante i viaggi.

L’importanza della stiva nei vascelli

La stiva era una zona di fondamentale importanza per tutti i vascelli nella storia navale. Questa parte costituiva tutta la zona inferiore della nave ed era adibita alle più svariate funzioni, indispensabili per la buona riuscita di un viaggio o del successo in battaglia. Anche se le stive dei vascelli erano ripartite in maniera diversa tra le varie tipologie di navi, molto spesso le funzioni che svolgevano erano simili tra loro e di vitale importanza.
Una zona della stiva del vascello pirata Coccobello, ad esempio, veniva adibita a prigione per coloro che venivano catturati durante gli arrembaggi e dopo la battaglia venivano condotti in questa zona della nave. Seguendo l’esempio della Coccobello, possiamo affermare che erano presenti varie celle, nel caso di questa nave erano presenti tre celle piccole, costruite in acciaio. Nella cella vi sono di solito degli anelli in acciaio sul pavimento e sulla parete, fissati per tenere immobili i prigionieri alle caviglie e ai polsi. Un’altra zona della stiva, protetta da una porta e da pareti rinforzate, veniva destinata come deposito del bottino conquistato durante le battaglie e le razzie, in altre zone per esempio, venivano fatti alloggiare gli ospiti della ciurma o erano adibite all’intrattenimento.


In uno dei più imponenti e famosi vascelli spagnoli, la Santissima Trinidad, la maggior parte delle scorte per il viaggio, venivano riposte nella stiva principale che occupava tutta la parte inferiore della nave. Sul ponte di stiva, chiamato anche falso ponte, venivano custodite addirittura le attrezzature mediche del chirurgo, ed era anche un deposito di munizioni, in cui erano conservate cariche già predisposte per i cannoni. I cannoni più grandi e pesanti erano montati nel primo ponte, immediatamente sopra il ponte di stiva. Gli alloggi dell’equipaggio erano invece situati sui ponti di mezzo e superiori, gli uomini appendevano le brande fra i cannoni.
Questi sono solo alcuni esempi per chiarirti meglio le idee sull’incredibile importanza e funzionalità della stiva per un vascello, possiamo solo immaginare quante incredibili e meravigliose avventure avvenivano sul fondo della nave, lì albergavano storie di uomini, di battaglie, di pirateria ed era di importanza vitale per la sopravvivenza e il successo della ciurma quando intraprendeva un viaggio o una guerra.

La cambusa: dove venivano custoditi tutti i viveri per l’equipaggio

La cambusa era invece il luogo specifico all’interno della stiva di un vascello, dove venivano conservati i viveri e i beni di prima necessità. Il termine deriva dall’olandese kabuys che significa – cucina sulle navi – e dal francese cambuse. Diventato un termine nautico, si indica con il nome cambusa lo spazio adibito sia al deposito che alla conservazione dei viveri, ma anche il luogo e lo spazio dove veniva preparato il cibo dal cambusiere, ossia l’addetto alla cambusa.
Con il passare del tempo questo termine è stato esteso ad ampio raggio per indicare l’insieme dei viveri stessi e anche tutta l’attività di preparazione del cibo, diventando sinonimo di cucina di bordo. La cambusa è entrata a pieno titolo nel linguaggio navale, per indicare nella loro completezza, la totalità dei servizi ausiliari di bordo. A seconda dei periodi storici poteva indicare gli impianti della cottura del cibo e a seconda delle dimensioni del vascello poteva anche indicare i servizi dell’impianto di refrigerazione come frigoriferi, celle frigorifere disposte nello stesso piano della stiva.

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